Informazione professionale dei medicamenti per uso veterinario
4.7
Impiego durante la gravidanza, l’allattamento o l‘ovodeposizione
Il fenobarbital attraversa la barriera placentare e ad alte dosi non possono essere esclusi sintomi di
astinenza (reversibili) nei neonati.
Studi su animali di laboratorio hanno evidenziato l’esistenza di effetti sullo sviluppo prenatale, in
particolare sullo sviluppo sessuale, da parte del fenobarbital. Una tendenza a emorragie neonatali è
stata associata al trattamento con fenobarbital durante la gravidanza. La somministrazione di
vitamina K alla madre nei 10 giorni antecedenti al parto può aiutare a ridurre questi effetti sul feto.
La sicurezza del medicinale veterinario durante la gravidanza non è stata determinata. I benefici del
trattamento possono essere maggiori dei potenziali rischi associati alle crisi epilettiche ai quali è
esposto il feto (ipossia ed acidosi). Per questo, in caso di gravidanza, si sconsiglia la sospensione di
un trattamento antiepilettico in corso; tuttavia, la dose deve essere la più bassa possibile.
Il fenobarbital viene escreto in piccole quantità nel latte materno; i cuccioli allattati devono essere
controllati con attenzione riguardo agli effetti sedativi indesiderati. Può essere un’opzione lo
svezzamento precoce. Se nei cuccioli allattati si manifestano sonnolenza/sedazione (che possono
interferire con l’allattamento), deve essere adottato un metodo di alimentazione alternativo. Usare
durante la gravidanza e l’allattamento solo conformemente alla valutazione del rapporto
rischio/beneficio del veterinario responsabile. Tuttavia, poiché i feti possono essere danneggiati
dall'uso di questo medicinale veterinario e poiché l'epilessia è considerata ereditaria, le cagne che
soffrono di epilessia non dovrebbero generalmente rimanere incinte e i maschi non dovrebbero
essere usati per la riproduzione.
4.8
Interazione con altri medicinali veterinari ed altre forme d‘interazione
Una dose terapeutica di fenobarbital per la terapia antiepilettica può indurre, in maniera significativa,
le proteine plasmatiche (come l’α1- glicoproteina acida, AGP) a legarsi coi farmaci.
Il fenobarbital può ridurre l’attività di alcuni farmaci (ad esempio farmaci antiepilettici, cloramfenicolo,
corticosteroidi, doxiciclina, beta bloccanti e metronidazolo) incrementando la velocità del metabolismo
mediante induzione di enzimi metabolizzatori del farmaco nei microsomi epatici. Pertanto, occorre
prestare particolare attenzione alla farmacocinetica e alle dosi dei farmaci somministrati
contemporaneamente. La concentrazione plasmatica di una serie di farmaci (ad esempio
ciclosporina, ormoni tiroidei e teofillina) diminuisce in caso di somministrazione concomitante di
fenobarbital. L’uso in concomitanza con altri farmaci che esercitano un’azione depressiva centrale
(come analgesici narcotici, derivati morfinici, fenotiazine, antistaminici, clomipramina e
cloramfenicolo) può aumentare l’effetto del fenobarbital.
Cimetidina e ketoconazolo sono inibitori degli enzimi epatici: l’uso concomitante con fenobarbital può
indurre un aumento della concentrazione sierica di fenobarbital. Il fenobarbital può ridurre
l’assorbimento della griseofulvina. L’utilizzo concomitante di bromuro di potassio aumenta il rischio di
pancreatite.
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