4.6
Reazioni avverse (frequenza e gravità)
Molto raramente (meno di 1 animale su 10'000 animali trattati, incluse le segnalazioni isolate),
possono svilupparsi secchezza delle mucose della bocca e midriasi.
In casi molto rari è stata osservata anche ipersalivazione.
Reazioni di ipersensibilità (edema facciale, angioedema, anafilassi) sono state segnalate molto
raramente sulla base di osservazioni di sicurezza dopo il lancio sul mercato.
4.7
La sicurezza del medicinale veterinario durante la gravidanza e l'allattamento non è stata stabilita.
4.8 Interazione con altri medicinali veterinari ed altre forme d‘interazione
Impiego durante la gravidanza, l’allattamento o l‘ovodeposizione
Il bromuro di prifinio non deve essere combinato con altri parasimpaticolitici e altre sostanze con
effetti anticolinergici (fenotiazine, antistaminici), perché questo può portare ad un aumento
incontrollato dell’effetto.
4.9
Posologia e via di somministrazione
Per via orale.
1 compressa per 15 kg di peso corporeo al giorno
Se la soluzione iniettabile e le compresse sono date insieme in un trattamento, i migliori risultati si
ottengono se la prima compressa è data immediatamente dopo l’iniezione.
Somministrare le compresse prima dei pasti.
4.10
Sovradosaggio (sintomi, procedure d’emergenza, antidoti) se necessario
Per questo medicinale veterinario non ci sono studi sui sovradosaggi. Eventuali conseguenze devono
essere trattate con una terapia sintomatica.
4.11
Tempo(i) di attesa
Non pertinente.
5.
PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
Gruppo farmacoterapeutico: Anticolinergici sintetici, composti di ammonio quaternario
Codice ATCvet: QA03AB18
5.1
Proprietà farmacodinamiche
Azione specifica sulla muscolatura liscia dell’apparato digerente, regolando la funzione motoria e il
tono, contrastando l’ipersecrezione delle ghiandole intestinali.
Il bromuro di prifinio è un sale di ammonio quaternario con effetti anticolinergici sui recettori
muscarinici sensibili. È ben tollerato dall’organismo. Il suo effetto sull’intestino e sugli spasmi
intestinali è stato dimostrato, tra l’altro, da studi elettromiografici sull’intestino di animali vivi.