Informazione professionale dei medicamenti per uso veterinario
Si sconsiglia l’uso di Ventipulmin durante l’allattamento, poiché non è ancora stata sufficientemente
chiarita la possibile influenza del principio attivo escreto in misura considerevole nel latte sul puledro
allattato.
4.8
Interazione con altri medicamenti veterinari ed altre forme d’interazione
La combinazione di simpaticomimetici con glucocorticoidi o inibitori della fosfodiesterasi (p. es. le
xantine) può causare un’intensificazione dell’effetto, ma anche a un aumento degli effetti collaterali,
come stanchezza, cattive condizioni fisiche e debolezza circolatoria acuta. Ventipulmin non deve
essere somministrato con altri simpaticomimetici, vasodilatatori o corticosteroidi.
Esiste la possibilità che l’effetto di sostanze attive sull’utero come l’ossitocina, gli alcaloidi della segale
cornuta o le prostaglandine (p, es. PGF2) possa essere indebolito, se queste vengono somministrate
insieme a Ventipulmin. Quando si utilizzano anestetici locali, ma soprattutto in caso di anestesia
generale con atropina, non si può escludere un ulteriore effetto vasodilatatore e di abbassamento
della pressione sanguigna.
La somministrazione contemporanea di simpaticomimetici e idrocarburi, come l’isoflurano, può
portare a gravi aritmie cardiache.
4.9
Posologia e via di somministrazione
Per somministrazione orale con il cibo.
Somministrare il gel possibilmente con mangime concentrato.
Somministrare Ventipulmin due volte al giorno, possibilmente al mattino e alla sera.
La dose di ciascuna somministrazione è di 0,8 μg di principio attivo per kg di peso corporeo (p.c.).
Una pressione sulla pompa dosatrice eroga 4 ml di gel, ovvero 0,1 mg di principio attivo; questa
quantità corrisponde a una dose per 125 kg p.c.
Per esempio:
cavallo di 250 kg p.c.: 2 pressioni (= 8 ml di gel), 2 volte al giorno
cavallo di 500 kg p.c.: 4 pressioni (= 16 ml di gel), 2 volte al giorno
Durata del trattamento:
La durata del trattamento dev’essere adattata al decorso della malattia.
In cavalli con patologie acute e subacute generalmente è sufficiente un trattamento di 10-14 giorni.
In casi di patologie croniche sarà necessario un trattamento minimo di 4 settimane, fino al
raggiungimento della completa assenza di sintomi.
I cavalli ipersensibili, in cui si sospettino cause allergiche o un’elevata irritabilità del tratto
tracheobronchiale, spesso richiedono un trattamento solo nelle fasi di maggiore esposizione,
documentata dai sintomi corrispondenti.
3 / 6