Informazione professionale dei medicamenti per uso veterinario
Avvertenze speciali per ciascuna specie di destinazione
4.4
In casi rari, nella pratica sono state osservate infezioni causate dalla sottospecie Trichophyton
verrucosum ochraceum, associate ad un decorso atipico della malattia, ad esempio con
sintomatologia persistente della tricofitosi, erosioni cutanee multiple, profonde e in parte
sanguinolente.
In questi casi ci si deve attendere un’efficacia ritardata e/o insufficiente dopo la vaccinazione. Un
richiamo della vaccinazione e un eventuale trattamento topico concomitante (ad es. lavaggi) con
prodotti idonei permettono di ottenere un’efficace terapia.
4.5
Precauzioni speciali per l’impiego
Precauzioni speciali per l’impiego negli animali
Gli animali che al momento della vaccinazione sono in fase di incubazione possono ammalarsi
nonostante vengano vaccinati. Le alterazioni cutanee guariscono tuttavia nell’arco di 2–4 settimane
dopo la seconda iniezione.
Precauzioni speciali che devono essere adottate dalla persona che somministra il medicinale
veterinario agli animali
Si raccomanda di evitare il contatto accidentale con la cute. In caso di versamento accidentale del
vaccino sulla cute, risciacquare con acqua. Un’auto-iniezione accidentale può dare luogo a lievi
gonfiori transitori nel sito di iniezione oppure a seri effetti collaterali.
In caso di auto-iniezione accidentale, rivolgersi immediatamente ad un medico mostrandogli il
foglietto illustrativo o l’etichetta.
4.6
Reazioni avverse (frequenza e gravità)
In casi rari, nel sito di iniezione possono manifestarsi lievi gonfiori (soprattutto in seguito a iniezione
sottocutanea accidentale) che guariscono in modo asintomatico.
Raramente (circa 0,05% dei casi) possono verificarsi reazioni da shock sotto forma di dispnea,
edema polmonare, schiuma rossastra intorno al muso e al naso, nonché intensa sudorazione
(possono verificarsi decessi nello 0,01% degli animali vaccinati). In questi casi è indicato un
trattamento sintomatico mediante somministrazione di adrenalina, glucocorticoidi e antistaminici,
eventualmente con co-somministrazione di calcio.
La frequenza delle reazioni avverse è definita usando le seguenti convenzioni:
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molto comuni (più di 1 su 10 animali trattati manifesta reazioni avverse)
comuni (più di 1 ma meno di 10 animali su 100 animali trattati)
non comuni (più di 1 ma meno di 10 animali su 1000 animali trattati)
rare (più di 1 ma meno di 10 animali su 10 000 animali trattati)
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